Borgo Putrido

Nec ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere. At least most of the time.
martedì, 08 luglio 2008

Sassolini

Qualche maniaco dell'ordine avrà notato che non aggiorno più così spesso. Le ragioni in fondo sono sempre le solite, a partire dall'ondata di sfiducia nel mondo che torna periodicamente a sommergermi.

Per tirarmi su di morale ieri ho letto "I dolori del giovane Werther" di Goethe. Pensandoci bene il libro non mi è sembrato eccessivamente sconfortante. Insomma, non aggiunge nulla di nuovo al pessimismo di cui ogni tanto mi sento colpevolmente portatore. Anzi, sono rimasto maggiormente colpito dalle prime pagine, ricche di entusiasmo, piuttosto che dalle ultime, grondanti di dramma.

Le giornate trascorse senza studio hanno acuito l'indisponenza che ormai nutro nei confronti della comunicazione di massa, e allo stesso tempo la noia mi ha portato a passare più tempo davanti al computer. Nonostante ciò, sono riuscito a concludere delle fantastiche camminate in montagna (con annesso bagno in acqua gelida) che hanno contribuito a non far precipitare definitivamente il mio umore.

Da domani si ritorna a studiare (si spera).



"Che disgrazia, Wilhelm. Le mie energie sono degenerate in un'inerzia inquieta, non riesco né a stare in ozio né a darmi da fare. Non ho fantasia, né sentimento della natura e i libri mi disgustano.
Quando manchiamo a noi stessi, tutto ci manca.
Ti giuro che a volte vorrei essere un contadino, solo per avere, al risveglio, una prospettiva, un impulso, una speranza per il giorno che viene. Spesso invidio Albert sepolto tra le sue scartoffie, e mi immagino che starei bene al suo posto! Più volte mi è venuta la tentazione di scrivere a te e al ministro per sollecitare quel posto che, come m'assicuri, non mi verrebbe negato. Lo penso anch'io. Il ministro mi vuol bene e già da tempo mi suggerisce di dedicarmi a qualche impiego; e quest'idea di tanto in tanto mi solletica.
Poi ci ripenso e mi ricordo la favola del cavallo che, infastidito dalla libertà, si lascia mettere la sella e le briglie e subisce l'onta d'essere cavalcato...non so più cosa voglio.

Caro amico, questo mio desiderio di cambiare non è forse un'intima, impaziente inquietudine che mi perseguiterà dovunque io vada?"

("I dolori del giovane Werther", J.W. Goethe)


P.S. Forse è proprio quest'inquietudine che non mi permette di accontentarmi delle piccole cose, le stesse piccole cose che vorrei freneticamente tenere strette tra i pugni, così come la voglia di stabilità che mi ostino a rifiutare nonostante la mia incapacità di mirare ad altro. In fondo, anch'io vorrei essere qui. E' solo che non ci sono nel modo in cui vorrei.
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giovedì, 03 luglio 2008

Chuck norris

Momento del cazzeggio:
Andate su www.google.com, digitate i termini "find Chuck Norris" e cliccate su "mi sento fortunato".

Geniale direi.
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mercoledì, 02 luglio 2008

Le dieci piaghe

Oggi mi è venuto da ridere pensando alle nuove calamità della Cina. Non capisco se sia la mia mente malata a porre il paragone (ovviamente sì), ma mi sono tornate alla mente le dieci piaghe di Dio in Egitto.

Certo, magari non c'è proprio niente da ridere, ma ci adopereremo per il ddl "chissenefrega".

1. L'acqua diventa sangue
2. L'invasione delle rane
3. L'invasione delle zanzare
4. L'invasione dei mosconi
5. La peste del bestiame
6. Ulcere su uomini e bestie (quelle sopravvissute alla peste immagino)
7. La grandine
8. Le cavallette
9. Le tenebre
10. La morte di tutti i primogeniti

(Antico Testamento - Esodo 7, 14 in poi)

Allora.
In Cina l'acqua è diventata verde. Non è sangue, ma in sostanza si tratta della stessa cosa, perchè, a parte l'impressione negativa del rossastro liquido organico, per il resto l'acqua è resa inutilizzabile, imbevibile e infetta (proprio come il sangue della prima piaga).

L'invasione delle cavallette è arrivata.

Per il resto serve un pò di fantasia. Su rane, zanzare e mosconi non penso si possa improvvisare: o c'è invasione o non c'è. La peste del bestiame, le ulcere, la grandine e le tenebre io le inserirei tutte insieme nel capitolo "inquinamento ambientale". La morte dei primogeniti non la commento perchè forse è troppo di cattivo gusto.

Comunque sia, io boicotto le Olimpiadi cinesi.
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domenica, 29 giugno 2008

Pubblicità.

C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui approfittavo del blog per far conoscere le mie emozioni a delle persone in particolare. Conoscevo i nomi di quelli che avrebbero letto le mie parole e giocavo a fare il misterioso.
Spesso mi ritrovo a guardare quei momenti con un misto di vergogna e acidità, ma ieri sera mi sono accorto che alcune parole, alcune criptografie, alcune finzioni, mi mancano.
Non che oggi non scriva più nulla di "pericolosamente" demistificatorio (per me che in fondo mi crogiolo in silenzi piuttosto stupidi), ma le pagine su cui tento di proiettare le mie sinapsi non sono più quelle pubbliche del blog, e hanno finito per perdere il loro fascino occulto. "Occulto" neanche troppo: come tutti i bravi dissociati mi nascondevo dietro dei codici facilmente decifrabili per il gusto di sentirmi analizzato, per scoprire come le mie parole potessero influenzare i comportamenti di chi tentava di comprenderle.

Sì, forse ho alimentato qualche felicità effimera, ho dato a qualcuno l'impressione di essere più profondo di quanto fossi in realtà. Magari stare in silenzio è solo il modo migliore per evitare di dire cazzate - e magari non è cosa da buttare via.
Non che le frasi che scrivevo non fossero corrispondenti al vero. E' solo che ora mi accorgo di quanto possano essere subdoli e affascinanti i doppi fini. Non credo che riuscirò mai a farne a meno, proprio perchè in realtà provo ancora gusto nell'essere decifrato; il problema è che ultimamente mi pare di aver detto tutto in modo sufficientemente chiaro, e questo sospetto fa vacillare le pupille di un alter ego che in qualche modo mi proteggeva dalla mia semplicità così banale. Ecco che torna Dorian Gray, giusto in tempo per un'altra stupida frase fatta.

Forse invece le mie intenzioni sono sempre state così spicciole ed evidenti da suscitare solo "pena", e mentre mi rinchiudevo nel gusto di decifrare le parole degli altri, erano loro a guardarmi da un appiglio troppo lontano, chiedendosi quando avrei smesso di ridicolizzare la loro realtà con i miei assoli così forzatamente lirici.

Non lo so, però un pò mi manca.
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sabato, 28 giugno 2008

Next

Il mio ultimo lavoro (in ordine di tempo - si spera che ne seguiranno altri).

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venerdì, 27 giugno 2008

L'articolo di Caldwell

Dall'articolo di Caldwell (Financial Times) portato alla mia attenzione da un commentatore anonimo (probabilmente del blog zuccherofarinaecompany):

"The purpose of immunity is not to give elected officials a free ride. It is to protect the right of electorates to be ruled by the person they chose democratically. Do the charges against Mr Berlusconi arise from a disinterested quest for justice or from a desire on the part of a certain branch of the Italian elite to overturn a popular choice they do not like? Such questions can almost never be answered to the public’s satisfaction. In the US in the 1990s, President Bill Clinton was subjected to one investigation after another. It turned out to be just as important that the judiciary be above the taint of politics as that politicians be above the taint of corruption. Immunity might be the best way to protect the democratic elements of democratic government – especially in a country where the judiciary is highly politicised. The US remains such a country. So does Italy [...]"

Nell'articolo mi pare siano espresse principalmente opinioni, mentre i dati sono tenuti in piedi da alcune convinzioni. Comunque sia, alcuni passaggi non sono sbagliati: bisogna distinguere tra l'utilità per Berlusconi e l'utilità per il Paese.
Dal mio punto di vista (quindi esprimo un'altra opinione) garantire l'immunità alle alte cariche è sbagliato: se qualcuno corrompe, o è accusato di corruzione, deve necessariamente risponderne davanti ai giudici, anche se fosse il Presidente della Repubblica.
Anzi, soprattutto le alte cariche dovrebbero rispondere alle accuse, in quanto chi decide di ricoprire alti incarichi istituzionali non può esimersi dal dare l'esempio agli altri cittadini. La legge è uguale per tutti? Bene, allora dev'esserlo anche per chi ha il potere (e per i clandestini, parlando di aggravanti). Sarà anche una questione di ideali, ma non mi sento di rimproverarmi per questo.

Tornando ad un punto di vista più distaccato, ammetto di non essere informato riguardo i benefici che tale immunità garantirebbe allo Stato. L'immunità contro l'ipotetico potere dei giudici di sinistra? Non mi pare qualcosa di sensato, guardando la situazione in prospettiva.

"An immunity law, should one be drafted, might make Italian politics less litigious and more democratic."

Questa frase non la capisco. Come mai i politici dovrebbero essere meno litigiosi? Evidentemente perchè non dovrebbero più preoccuparsi di essere scoperti, dunque sarebbero tutti più sereni e gioiosi, e si godrebbero i loro milioni intascati illegamente. Non è questione di destra o sinistra: ci sono dentro D'Alema, Berlusconi, Fassino, ecc.

Infine "Italy’s post-cold war purge was more thorough than that of many communist countries." Mi pare che molti siano ancora al loro posto. Mi chiedo come siano messi nei paesi ex-comunisti, ma piangere sulle disgrazie altrui non giustifica i propri errori.


P.S. Ringrazio l'anonimo per avermi fatto notare quest'articolo. Mi pare di aver decifrato nel suo commento una punta di sarcasmo, quindi metto in mostra il fatto che non sono un lettore assiduo del Financial Times, e non mi piace essere scambiato per una persona intellettualmente disonesta: mi piace informarmi prima di parlare, e quando non sono informato non mi vergogno di chiedere scusa per la mia ignoranza. Quindi ringrazio con sincerità.
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venerdì, 27 giugno 2008

Guardo l'Italia da un oblò


Oh no, not again

(dal Financial Times del 26 guigno 2008)
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martedì, 24 giugno 2008

Sacramenti

Notizia fresca: è stato approvato il decreto sicurezza che salverà Berlusconi sospendendo i suoi processi per il tempo necessario a fabbricarsi la legge "salva-silvio" (il Lodo Schifani-2).

Notizia vecchia di un paio di giorni con l'ausilio di una simpatica illustrazione di Bruno Carioli (da http://vignettebc.blogspot.com). Berlusconi spera nell'eucarestia per i divorziati (1) e il papa gli risponde (2). Da notare come il sommo pontefice si destreggi con la sua divina diplomazia.

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venerdì, 20 giugno 2008

Prendere nota

"Non esiste una norma salva-premier. Ho indignazione di questo e dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perchè voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti".

(S. Berlusconi, 20/06/2008, Repubblica.it)

Chi vivrà vedra.


Consiglio la lettura di questo articolo (in inglese) dell'Economist:

La perseveranza di Silvio Berlusconi. (19/06/2008, Economist.com)



Aggiungerei: maledetti comunisti dell'Economist.
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mercoledì, 18 giugno 2008

Intoccabili 2

Ce l'ha fatta

In un duplice senso:
"ce l'ha fatta" a fermare il processo in cui era imputato per corruzione giudiziaria, dopo aver tentato in tutti i modi di uscire dai guai, e "ce l'ha fatta" nel senso che è riuscito a fregare milioni di italiani.
Prima ci ha provato con il patteggiamento, tagliato via perchè ritenuto vergognoso addirittura da Maroni, e ora ci è riuscito con uno strano emendamento contenuto nel pacchetto sicurezza, che ha fatto gridare allo scandalo anche il Presidente della Repubblica Napolitano.

Priorità per i reati più gravi, e intanto i processi di Berlusconi vengono sospesi in attesa del Lodo Schifani-2. Il Lodo Schifani (1) è stato quello ritenuto incostituzionale dalla Corte Costituzionale, che a quei tempi sarebbe servito a fermare un altro dei processi a carico di Berlusconi (quello SME).
Il Lodo Schifani 2, guarda un pò, sarà sostanzialmente uguale al primo, con la differenza che ora i processi da bloccare sono altri.

Chiariamo un attimo: Ghedini (avvocato di Berlusconi nonchè "onorevole" italiano) ha dichiarato, qualche tempo fa, che il Presidente del Consiglio non cercherà in nessun modo di avvalersi del patteggiamento per uscire dai suoi processi. Inizialmente ho dubitato delle sue parole, ma ora mi rendo conto che diceva il vero: Berlusconi non userà il patteggiamento o altri stratagemmi processuali. Semplicemente, allungherà i tempi dei procedimenti giudiziari a suo carico in attesa del Lodo Schifani 2, dopodichè, semplicemente, non potrà più essere processato.


Mi pare che sia proprio il caso di iniziare a preoccuparsi seriamente.
postato da Dubbios alle ore 15:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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