Borgo Putrido

Nec ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere. At least most of the time.
domenica, 29 giugno 2008

Pubblicità.

C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui approfittavo del blog per far conoscere le mie emozioni a delle persone in particolare. Conoscevo i nomi di quelli che avrebbero letto le mie parole e giocavo a fare il misterioso.
Spesso mi ritrovo a guardare quei momenti con un misto di vergogna e acidità, ma ieri sera mi sono accorto che alcune parole, alcune criptografie, alcune finzioni, mi mancano.
Non che oggi non scriva più nulla di "pericolosamente" demistificatorio (per me che in fondo mi crogiolo in silenzi piuttosto stupidi), ma le pagine su cui tento di proiettare le mie sinapsi non sono più quelle pubbliche del blog, e hanno finito per perdere il loro fascino occulto. "Occulto" neanche troppo: come tutti i bravi dissociati mi nascondevo dietro dei codici facilmente decifrabili per il gusto di sentirmi analizzato, per scoprire come le mie parole potessero influenzare i comportamenti di chi tentava di comprenderle.

Sì, forse ho alimentato qualche felicità effimera, ho dato a qualcuno l'impressione di essere più profondo di quanto fossi in realtà. Magari stare in silenzio è solo il modo migliore per evitare di dire cazzate - e magari non è cosa da buttare via.
Non che le frasi che scrivevo non fossero corrispondenti al vero. E' solo che ora mi accorgo di quanto possano essere subdoli e affascinanti i doppi fini. Non credo che riuscirò mai a farne a meno, proprio perchè in realtà provo ancora gusto nell'essere decifrato; il problema è che ultimamente mi pare di aver detto tutto in modo sufficientemente chiaro, e questo sospetto fa vacillare le pupille di un alter ego che in qualche modo mi proteggeva dalla mia semplicità così banale. Ecco che torna Dorian Gray, giusto in tempo per un'altra stupida frase fatta.

Forse invece le mie intenzioni sono sempre state così spicciole ed evidenti da suscitare solo "pena", e mentre mi rinchiudevo nel gusto di decifrare le parole degli altri, erano loro a guardarmi da un appiglio troppo lontano, chiedendosi quando avrei smesso di ridicolizzare la loro realtà con i miei assoli così forzatamente lirici.

Non lo so, però un pò mi manca.
postato da Dubbios alle ore 14:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: pensieri, riflessioni



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