Non è bello lasciare qualcosa in sospeso, ne sono cosciente. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" (come direbbero gli Elii), e il blog ha finito per assumere un'importanza marginale nel turbinio di questi giorni.
Se mi venisse chiesto quali furono i motivi per i quali decisi, anni fa, di aprire il mio spazio online, risponderei che l'egocentrismo e la necessità di mostrarmi al mondo esterno (con l'illusione di restare salvo nell'intimità) furono sicuramente delle ottime motivazioni.
Oggi non sono più sicuro di averne bisogno, o almeno credo che gli obiettivi del mio "espormi" siano cambiati. Mi piace pensare di aver qualcosa da dire a chi legge ciò che scrivo, e l'egocentrismo ha lasciato spazio alla pretesa - o al tentativo - di sentirsi utili.
Purtroppo, però, non sempre il mio stato d'animo mi consente di ritenermi interessante e produttivo, e mi capita spesso di non aver nulla di nuovo da scrivere, nulla di nuovo da rielaborare. Continuo a tenere in vita il blog con interventi in cui prospetto un mio futuro ritorno alla scrittura virtuale, ma a dire il vero non ho idea di quando (e se) avrò intenzione di riprendere a maneggiare lo strumento che la società splinder mi offre.
Insomma, anche oggi annuncio che il mio distacco "momentaneo" si prolungherà ancora. Ringrazio Bruno Carioli che torna pazientemente a farmi visita e ha spesso la gentilezza di lasciare qualche commento anche ai miei interventi meno fantasiosi e motivati: frequento quasi giornalmente le pagine del suo blog e so che dovrei essere io a riempire di commenti le sue acute vignette. Mea culpa, come al solito. Lo ringrazio con sincerità in queste poche righe.
Stavo per scordarmi la solita citazione incomprensibile ma di sicuro effetto:
La tua primavera è un incubo
in cui lo stato cede alla pornografia
il niente e il niente da distinguere
finchè poi non sai più cosa sentire
pensi di avere un credo
poi lo adatti a quello che sei
e come può il mio amore essere limpido
se è la mia nazione che l'inquina
so come un uomo deve decidere
ma ora non so più cosa sentire
ti ritrovi sulle labbra
a giustificarti quel che sei
anche odiare è un diritto, sai?
la tua primavera è un incubo
disobbedire acquista un senso in più
( Afterhours - Sulle labbra )
Come sono solito fare, estrapolo da canzoni e testi un significato tutto mio.