Stamattina mi sono svegliato con l'intenzione di accantonare per un giorno i ragionamenti "impegnati" o, più correttamente, di far deragliare per qualche tempo la mia mente dai binari delle contingenze quotidiane, lasciandomi trascinare, magari, dalla fantasia. Ecco perchè ho parlato di "Into The Wild": verità e immaginazione, sogno e avventura, e per un pò ho viaggiato.
Ora, però, torno alla realtà che mi circonda, e non per una sorta di autolesionismo, bensì per il senso del dovere che crea un legame morale con la mia quotidianità. Copio un commento al mio post "Applausi" ricevuto pochi minuti fa:
Pierpaolo,
rassegnati per favore.
Finche' in Italia si riuscira' ad arrivare alla fine della seconda settimana anche impegnandosi moglie, figli etc... la gente non cambiera' mai.
Gli italiani per me sono un massa enorme di pecoroni, incapaci di capire e pensare con la propria testa. Berlusconi ha avuto successo perche' tra le altre cose era il padrone.
La gente non vuole pensare ha bisogno di guide, da sempre. Noi dovevamo essere una monarchia presidenziale autoritaria e assoluta.
Noi siamo buoni, questo e' il risultato dei miei ragionamenti.
Mi dispiace per questo paese e sono veramente deluso, ma capisco che non ci posso fare niente e allora ho deciso di andarmene. Finalmente si e' aperta una posizione nella mia compagnia, molto lontano, lontanissimo.. E sono contento ma mi piange anche il cuore. PArto a giorni.
Ci sentiamo (oggi e' facile)
Utente Anonimo
Sono davvero felice di aver ricevuto questo commento, nonostante il suo contenuto sia tutt'altro che positivo. Mi sorprendo per la necessità che nutro di condividere quasi tutte le parole che mi sono state così sinceramente rivolte.
E' vero, la gente ha bisogno di guide. Come Berlusconi, così Prodi. Come Mastella, così Grillo. Sarebbero delle dinamiche più che lecite in una democrazia, se non fosse che esse non servono più ad unire le persone in una visione condivisa della politica e dello Stato, ma vanno invece a
sostituire e soppiantare le riflessioni degli individui, portandoli così a confondersi con una massa che non ha ragioni di esistere.
E la colpa di chi è? Per quanto possano essere ricchi, "intelligenti" e influenti, questi individui non possono ambire a ricoprire un ruolo così importante. La colpa è singola, individuale, appartiene a ogni cittadino che decide con cognizione di causa (per quanto possa farsi influenzare, a esempio, dai media) di entrare a far parte della "massa enorme di pecoroni" di cui si parla nel commento.
Il futuro non appare facile da vivere allo stato attuale. Eppure, voglio non-rassegnarmi. Non so se si tratti di una sorta di sfida, di una questione di orgoglio, di un capriccio, o di una speranza fondata su qualcosa di tangibile, ma so di non volermi arrendere a un gregge che, per quanto numeroso, non può sopprimere la mia esistenza arrogandosi il diritto di farmi muovere a comando. Non può semplicemente perchè non ha questo diritto.
Per questo voglio evitare il più a lungo possibile di andare ad arricchire il numero di "pecoroni" che costringono persone con una dignità a scappare dal proprio Stato, dai propri luoghi. Non è una questione di cuore, di buonismo. E' solo la rivendicazione di una personalità che non voglio vendere.
Spero solo che la delusione per l'Italia si trasformi presto in qualcosa di costruttivo, in modo tale da rivendicare un certo orgoglio (non nazionale, ma individuale) su cui fondare un'eventuale ricrescita culturale ed etica.
Non conosco il nome di chi ha deciso di lasciare il commento riportato, ma lo ringrazio profondamente per aver pensato (correttamente) che anche solo una parola avrebbe potuto essermi d'aiuto per il futuro. Grazie.
Pierpaolo Pantone