In determinati momenti della giornata ti guardi intorno, nella circonferenza che va dall'incavo dell'ascella destra al cellulare posato sulla scrivania davanti a te, e capisci che probabilmente non sei esattamente una delle persone più interessanti che ti sia capitato di conoscere.
Come mai. Tralasciando la zona sub-ascellare, che non mi sento ancora pronto ad esplorare per rispetto del mio olfatto, trovo davanti a me, nell'ordine:
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"capo" per chitarra acustica. Iniziata all'età di 9 anni, l'esperienza musicale si è dissolta nel nulla fino a riprendere, a ritmi più che blandi, all'età di 18 anni. "Se avessi avuto costanza, sarei stato un ottimo chitarrista".
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Pinzetta universale nichelata. Un fantastico strumento, utile per chiudere i pacchi di salatini e patatine lasciati a marcire sotto la scrivania, nei periodi d'oro in cui le mie gambe percorrevano solo la strada che divideva il computer dal bagno. E ora c'è gente che si congratula per le mie ridicole capacità informatiche, ottenute a spese di anni di cazzeggio.
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Cacciavite. Incapace di riparare alcunchè di elettronico, sono, in compenso, un asso nello smontare oggetti delicati che non saprò rimettere insieme. Con un padre esperto di materie pratiche ci si chiede dove e quando si sia verificato l'errore.
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Macchina fotografica. Per ricordare attimi indimenticabili che vorresti non ricordare quando ormai sei pronto a dimenticarli. Ma li ricordi. A sfregio. Nessuno ha mai una macchina fotografica quando serve; in compenso quando non serve c'è sempre il coglione che fa le foto.
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Carte di merendine. Verrà il tempo in cui mi pentirò di aver mangiato alimenti di dubbia composizione. Nel frattempo resta la certezza di essere l'unico adolescente ad aver vissuto per anni di cibi preconfezionati senza ingrassare di un solo grammo.
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Cellulare. L'unico oggetto che poteva assumere una parvenza di utilità si è svegliato nel mezzo della scrittura di questo post, bombardando il computer di strane onde spernacchianti, con la simpatica conseguenza di cancellarne l'intero contenuto. Fortunatamente, ho così tanta fiducia nella "peggiore delle ipotesi" da aver salvato il testo 2 minuti fa.
Capita di avere la necessità di chiudersi, escludendo anche il più ristretto raggio d'azione che ti tiene in contatto con il mondo. Ma, per quanta sfiducia possa nutrire nei confronti della realtà, credo di essere abbastanza importante per me. Così mi capita di godere per amicizie nuove, di meravigliarmi della mia disonestà ma compiacermi del fatto che sia viva, o di scoprire con sorpresa - e un pò di malinconia - di essere riuscito a mantenere un impegno per più di 4 anni, scrivendo su un blog inutile creato con l'unico scopo di compiacere me stesso e pochi altri. Così, dal mio primo intervento di venerdì 6 maggio 2005:
"Per cimentarmi nell'ardua (facilissima) impresa di creare un blog, ho tentato in tutti i modi di pensare a qualcosa di interessante, che potesse coinvolgere la massa di persone che popolano la rete. Ebbene, non ci sono riuscito, e sinceramente me ne importa ben poco.
Ho deciso di creare questo blog per distrarmi un pò, e magari distrarre anche chi, per sua sfortuna, capiterà su queste pagine." |
In fondo non è tutto da buttare. Ma forse è il caso di lasciarsi dietro molta sfiducia accumulata negli anni.