In questi giorni, nonostante il mio distacco dalla vecchia droga online (World Of Warcraft per gli smanettoni) e il conseguente ampliamento della mia personale rosa di hobby, non riesco a svegliarmi serenamente la mattina. Vai a capirne i motivi, sono sotto tensione per qualcosa di così diradato nel tempo che a malapena riesco a capire di cosa si tratti. Probabilmente.
A ogni modo, riporto il mio commento lasciato sul blog di Francesco ed Emanuele (
www.fevintage.blogspot.com). Vi invito a leggere il post originale sul loro blog (pubblicità tra poveri...).
Alla scuola italiana serve più "eccellenza".
A mio parere, se una persona decide di iscriversi al liceo classico, deve potersi "specializzare" in ciò che apprende e deve poter avere già una visione chiara di ciò che il suo ambito di studi gli ha fatto esplorare. Stessa cosa con gli istituti tecnici, i licei scientifici ecc...
Oggi invece sembra davvero che la scuola superiore sia quasi completamente inutile, così come lo sono le medie; arrivati al primo anno di università gli studenti si chiedono se sia possibile INIZIARE ad approfondire determinati argomenti, pur essendo completamente consci del fatto che la loro cultura generale sia assolutamente insufficiente.
La mia visione del ruolo delle varie tappe scolastiche si può riassumere in questo modo:
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Scuola elementare - Basi per la socializzazione, apprendimento di valori basilari, nozioni di base (il linguaggio per poter apprendere nelle successive fasi dell'istruzione e della vita in generale).
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Scuola media - "Contenimento" della socializzazione in termini di vivibilità tra persone (nel senso che si deve cercare di evitare che il bullo della scuola prenda a calci il "secchione" di turno), apprendimento di nozioni di cultura generale (la bistrattata geografia, per dirne una). In quest'età c'è l'inizio della crescità individuale, quindi bisogna stare attenti...bisogna assolutamente SILURARE i professori indegni di ricoprire un ruolo di tale importanza nella società (i menefreghisti se ne stiano a casa a fare i disoccupati).
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Scuola superiore - Probabilmente è la tappa più importante nella mente del ragazzo, in quanto per la prima volta si interroga sul valore di ciò che lo circonda in maniera consapevolmente critica. Dal punto di vista nozionistico si devono ampliare le nozioni di base fino a creare una cultura generale buona, molto buona.
Geografia, matematica, italiano, STORIA, devono essere come una seconda pelle su cui registrare i brividi che si proveranno nell'approfondimento delle materie proprie del corso di studi specifico scelto. In questa fase si devono già approfondire gli studi in DETERMINATI ambiti, oltrepassando così la cultura generale. Non si deve assolutamente dimenticare di prestare attenzione agli avvenimenti politici recenti e passati.
Al termine delle scuole superiori lo studente deve aver capito quale possa essere la propria strada futura (chi mi conosce può capire come mai io ritenga che questo punto sia fondamentale).
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Università - Deve essere sinonimo di ECCELLENZA. E deve esserlo indipendentemente dala dislocazione geografica della facoltà...è ovvio, i professori migliori non possono essere contemporaneamente a Siena e a Bari, ma tutti i docenti devono essere in possesso di conoscenze più che ottime nelle loro discipline di competenza.
Inoltre, le lezioni devono essere improntate alla recezione reciproca e dunque al dialogo tra insegnanti e studenti, in modo tale da agevolare la creazione di migliaia di mini-nuclei di ricerca in grado di attuare un confronto in ambito nazionale e internazionale.
Più o meno la penso così, ma credo che tutti questi obiettivi potrebbero essere realizzabili solo con la creazione di un corpo docenti ben preparato, non solo dal punto di vista nozionistico ma anche e soprattutto da quello relazionale.
Se riscontrate delle incongruenze nel discorso vi chiedo scusa, ma inizio ad avere sonno.