Borgo Putrido

Nec ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere. At least most of the time.
sabato, 09 maggio 2009

Associazione Culturale Differenze

E' finalmente online il sito dell'Associazione Culturale Differenze, nata dalle fresche menti di 7 studenti della facoltà di Filosofia di Chieti.
Mantenere la propria lucidità in un ambiente che fa di tutto per omogeneizzare pensieri e azioni è, spesso, molto difficile. E quando è una pubblica università a rendersi garante di questa violenza coercitiva, il disappunto non può restare chiuso nelle teste depresse degli studenti, ma c'è bisogno di esternare con convinzione il proprio bisogno di cultura, attività, libertà e movimento.
Abbiamo scoperto che questa possibilità può essere ottenuta, e cercheremo di giocare al meglio le nostre carte con l'intento di vivacizzare il flusso culturale accademico tramite dibattiti, cineforum, mostre, convegni e iniziative di diverso genere.

Sul blog sarà possibile seguire i movimenti dell'Associazione, spero che anche i miei pochi lettori decidano di fare una visita ogni tanto. A presto!


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giovedì, 05 febbraio 2009

Febbraio d'esami

Un esame è andato! Ora mi preparo a sostenerne un altro tra una ventina di giorni, conciliando il più possibile lo studio con il lavoro (e con altre necessità non meno impegnative).
Probabilmente scomparirò per un altro pò di tempo, visto che sto continuando a diminuire i tempi d'esposizione al computer.

A presto
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lunedì, 12 gennaio 2009

Tutto va avanti

La brutta notizia è che sono incappato di nuovo nel periodo dello studio intensivo.
La buona notizia è che la biblioteca universitaria è diventata un posto migliore.



E questo è il tipico esempio di post che può essere compreso solo da chi lo scrive (o quasi) e che in sostanza non interessa a nessuno. E pensare che sono indispettito dall'autoreferenzialità.
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domenica, 09 novembre 2008

Psicopatologia della depressione

I brutti periodi si riconoscono da tanti piccoli fattori.
Prima di tutto, ci si sente di me**a¹, discriminante facilmente riconoscibile.
In secondo luogo, si iniziano a perdere delle piccole abitudini che rendono più gioiose le giornate. (Fino a poco più di un mese fa ero abituato a comprare il giornale, dare uno sguardo a qualche articolo, e poi leggere delle pagine di libri solitamente consigliati da qualche amico).

Con l'arrivo delle prime perturbazioni di cattivo umore, dunque, le buone abitudini che un tempo risvegliavano l'orgoglio concedono il loro spazio a più malsani costumi, come la dipendenza da internet, televisione, cereali al cioccolato e, nel migliore dei casi, alla semplice apatia. Spesso si viene sopresi a lamentarsi della "gente", a rimpiangere i giorni passati² e a fissare il vuoto in cerca di una frattura spazio-temporale che ci possa collegare con il mondo dei morti, o almeno con quello delle amebe³.
Il decorso di questa strana ma diffusa sindrome può estendersi dai 2 ai 47085 giorni (
⁴) e non sempre la guarigione è totale: soprattutto negli adolescenti, i soggetti più a rischio, e negli universitari in periodo pre-esame, il periodo di abbattimento morale può incidere in maniera irreparabile sui meccanismi di autostima, inibendo le sinapsi alla base della socializzazione e intaccando le capacità sensoriali, con conseguenti manifesti disturbi della concentrazione.

A ogni modo, gli individui in grado di riprendersi completamente dal cosiddetto "brutto periodo"⁵ sviluppano una maggiore consapevolezza di sè e dei propri limiti, nonchè della caducità della specie e, inspiegabilmente, di un argomento a scelta appartenente al mondo delle confezioni di cereali⁶. Il ricordo del periodo buio appena trascorso viene rimosso e respinto a forza nella dimensione più inaccessibile dell'inconscio
⁷; questa inconsapevole auto-difesa della psiche comporterà ulteriori difficoltà nella gestione del prossimo, inevitabile, attacco di depressione, che risulterà essere, con ogni probabilità, "peggio dell'altra volta".

Allo stato attuale della ricerca, gli scienziati hanno smesso di interrogarsi sulla sindrome depressiva a causa dell'elevato tasso di suicidi e degenerazioni psichiche registrato nei soggetti impegnati nell'analisi, e si attende (previa autorizzazione della Santa Sede) l'imminente emanazione di un decreto legge che vieti ogni ripresa di esperimenti e dibattiti riguardanti suddetto argomento.



¹ (**nt*?)

² Non che di solito non avvenga. Nei giorni fausti, però, questa attitudine al pianto nostalgico viene mitigata dalla rapida attività del cervello, che distoglie l'attenzione dai ricordi catalizzandola su possibilità future.

³ Le quali, contrariamente alla credenza comune, si rivelano organismi complessi e dotati di un certo spessore socio-culturale. Per un ulteriore analisi di queste simpatiche entità si veda Wikipedia, the free encyclopedia

⁴ Pare, infatti, che l'uomo più vecchio del mondo abbia raggiunto l'età di 129 anni, per un totale di circa 47085 giorni (non tenendo conto delle sottrazioni che avrebbero dovuto essere effettuate per rendere giustizia alle annate bisestili. Pazienza).

⁵ Espressione utilizzata prevalentemente durante conversazioni telefoniche o tramite servizi di instant-messaging.

⁶ Testimonianze particolarmente toccanti riguardano casi di ragazzi in grado di ricordare a memoria tutte le 7 piccole differenze delle due illustrazioni di Coco, mascotte della Kellogg's.

⁷ La stessa degli esami delle scuole elementari, dei bisogni nei pannolini, e delle elezioni politiche del 2008.

 

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sabato, 08 novembre 2008

Rimbanditi

Fortuna che c'è gente che dice quello che pensa. Peccato che in questo caso si tratti di pensieri vergognosi.

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venerdì, 24 ottobre 2008

Universitalia allo sfascio

Un bell'articolo su Repubblica.it

L'ira dei ragazzi miti - "Berlusconi ci teme"
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mercoledì, 11 giugno 2008

Universitalia 2

Aggiornata la lista dei link. Chiedo scusa se in questi giorni non sto scrivendo, ma sono reduce da un paio di esami e sono ancora abbastanza rintronato.

Una bella bastonata dell'ultim'ora: ho beccato l'unico professore che per verbalizzare un esame - a distanza di mesi dalla data in cui si è tenuto - chiede di rispondere a ulteriori domande.
In pratica, sotto consiglio del docente, io sostengo l'esame a marzo (ad esempio) in una sessione in cui non potrei farlo, e il professore mi assicura che tutto sarà verbalizzato nella prossima sessione utile. Di solito si accontentano di mettere una firma, io invece dovrò subire un "mezzo-esame" a distanza di mesi dall'apertura dei libri.
Prestigio.
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venerdì, 06 giugno 2008

Universitalia

Esame per l'idoneità d'inglese appena superato. L'assistente apre il mio libretto, guarda i voti. Le esce un "Sei uno che studia" quasi triste, rassegnato. Il mio "Finora è andato tutto bene" le fa capire che non la ringrazierò per quel complimento, dunque continua con me la sua stanca riflessione, fissando il verbale.
"L'importante è iniziare bene, poi ci si fa delle amicizie, si conosce gente, e tutto va avanti".
Al momento penso di non aver capito. Buongiorno, mi alzo e mi chiedo se sia davvero questo che cerco dalla mia università.


E no, non è questo. Preferisco adattare la mia mente alla cultura, piuttosto che la cultura alla mente dei professori, anche a costo di sbattere in faccia a qualche fallimento. E sono sicuro che anche l'assistente la pensi così.
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venerdì, 28 marzo 2008

Latest News

Ultime nuove: ho un esame in arrivo e sto studiando a sprazzi (purtroppo la mia concentrazione ha una durata molto limitata).
Nelle ultime settimane mi sono fatto prendere anima e corpo dai film e dalla biografia di Tim Burton, e ho scoperto che probabilmente tutta la conoscenza presente nel mondo potrebbe essere ricostruita seguendo un percorso inverso partendo da un film, quando esso fosse ben fatto.

Ad esempio: Tim Burton -> "Ed Wood" -> Edward D. Wood Jr. -> Cinema passato -> Bela Lugosi -> Vincent Price -> ecc...

si potrebbe andare avanti all'infinito...perchè quando studio qualcosa non riesco a sentirmi così interessato ad un argomento?


Sbuffo.


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martedì, 11 marzo 2008

La mia riforma (votatemi?)

In questi giorni, nonostante il mio distacco dalla vecchia droga online (World Of Warcraft per gli smanettoni) e il conseguente ampliamento della mia personale rosa di hobby, non riesco a svegliarmi serenamente la mattina. Vai a capirne i motivi, sono sotto tensione per qualcosa di così diradato nel tempo che a malapena riesco a capire di cosa si tratti. Probabilmente.

A ogni modo, riporto il mio commento lasciato sul blog di Francesco ed Emanuele (www.fevintage.blogspot.com). Vi invito a leggere il post originale sul loro blog (pubblicità tra poveri...).


Alla scuola italiana serve più "eccellenza".
A mio parere, se una persona decide di iscriversi al liceo classico, deve potersi "specializzare" in ciò che apprende e deve poter avere già una visione chiara di ciò che il suo ambito di studi gli ha fatto esplorare. Stessa cosa con gli istituti tecnici, i licei scientifici ecc...

Oggi invece sembra davvero che la scuola superiore sia quasi completamente inutile, così come lo sono le medie; arrivati al primo anno di università gli studenti si chiedono se sia possibile INIZIARE ad approfondire determinati argomenti, pur essendo completamente consci del fatto che la loro cultura generale sia assolutamente insufficiente.

La mia visione del ruolo delle varie tappe scolastiche si può riassumere in questo modo:

Scuola elementare - Basi per la socializzazione, apprendimento di valori basilari, nozioni di base (il linguaggio per poter apprendere nelle successive fasi dell'istruzione e della vita in generale).

Scuola media - "Contenimento" della socializzazione in termini di vivibilità tra persone (nel senso che si deve cercare di evitare che il bullo della scuola prenda a calci il "secchione" di turno), apprendimento di nozioni di cultura generale (la bistrattata geografia, per dirne una). In quest'età c'è l'inizio della crescità individuale, quindi bisogna stare attenti...bisogna assolutamente SILURARE i professori indegni di ricoprire un ruolo di tale importanza nella società (i menefreghisti se ne stiano a casa a fare i disoccupati).

Scuola superiore - Probabilmente è la tappa più importante nella mente del ragazzo, in quanto per la prima volta si interroga sul valore di ciò che lo circonda in maniera consapevolmente critica. Dal punto di vista nozionistico si devono ampliare le nozioni di base fino a creare una cultura generale buona, molto buona.
Geografia, matematica, italiano, STORIA, devono essere come una seconda pelle su cui registrare i brividi che si proveranno nell'approfondimento delle materie proprie del corso di studi specifico scelto. In questa fase si devono già approfondire gli studi in DETERMINATI ambiti, oltrepassando così la cultura generale. Non si deve assolutamente dimenticare di prestare attenzione agli avvenimenti politici recenti e passati.
Al termine delle scuole superiori lo studente deve aver capito quale possa essere la propria strada futura (chi mi conosce può capire come mai io ritenga che questo punto sia fondamentale).

Università - Deve essere sinonimo di ECCELLENZA. E deve esserlo indipendentemente dala dislocazione geografica della facoltà...è ovvio, i professori migliori non possono essere contemporaneamente a Siena e a Bari, ma tutti i docenti devono essere in possesso di conoscenze più che ottime nelle loro discipline di competenza.
Inoltre, le lezioni devono essere improntate alla recezione reciproca e dunque al dialogo tra insegnanti e studenti, in modo tale da agevolare la creazione di migliaia di mini-nuclei di ricerca in grado di attuare un confronto in ambito nazionale e internazionale.


Più o meno la penso così, ma credo che tutti questi obiettivi potrebbero essere realizzabili solo con la creazione di un corpo docenti ben preparato, non solo dal punto di vista nozionistico ma anche e soprattutto da quello relazionale.


Se riscontrate delle incongruenze nel discorso vi chiedo scusa, ma inizio ad avere sonno.
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